Docker è un tool che permette di effettuare il deploy di un software in maniera facile e veloce.
Attraverso Docker, è possibile fare il setup di un environment riutilizzabile per la nostra applicazione, in modo tale da poterlo avviarlo in qualsiasi macchina.

Chi non ha mai pronunciato la frase “Ma funziona sulla mia macchina!”, quando il software che si sta sviluppando presenta un bug? Grazie a Docker nessuno potrà più dirlo, dato che, uno stesso software, utilizzerà lo stesso environment su qualsiasi macchina.

Docker funziona sfruttando un sistema di container, isolando le risorse e i software impiegati, rendendoli indipendenti tra di loro. Il primo è il container OS, il luogo dove la nostra codebase viene eseguita. Gli altri container rappresentano i servizi di cui il nostro workspace ha bisogno per funzionare correttamente. Proprio questa caratteristica è una delle ragioni per cui l’utilizzo di Docker è consigliato, dato che avere a disposizione multipli environment isolati, rende più semplice la manutenzione dei vari software.

Il Container non è altro che un l’astrazione di un environment, che viene isolato all’interno dell’host (la macchina che esegue Docker), ed utilizza soltanto il kernel dell’OS di cui abbiamo bisogno.

Ciò ci consente di inizializzare istanze multiple di svariati OS senza gravare sull’host.

Spesso gli sviluppatori considerano erroneamente Docker un sistema di virtualizzazione, ma di fatto non si tratta di questo.

Pertanto, al fine di utilizzarlo e creare una nuova istanza container, sarà necessario installare driver VirtualBox o Hyper-V.


Immagine di copertina: https://docs.docker.com/engine/docker-overview/

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